
Comunicato 15/2010
LA QUESTIONE SANITÀ.
La sanità, per propria natura, corre sempre sull'onda dell'attualità e i partiti politici fanno a gara per cavalcarla. Abbiamo letto nei giorni scorsi della "disinteressata" sollecitudine della locale Lega Nord, che, "per predisporre un percorso condiviso da discutere e affrontare in consiglio comunale, già nel mese di settembre ha organizzato due incontri a cui sono stati invitati i referenti in tema sanitario di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio". Spiace dover rilevare che l'affermazione è parzialmente falsa. Il nostro movimento politico non è stato invitato alla prima riunione, quindi non vi ha partecipato. Alla seconda riunione siamo stati invitati, ma abbiamo declinato l'invito, per diverse ragioni.1) Se l'obiettivo degli incontri tra le forze di maggioranza e quelle di minoranza era quello di individuare una posizione comune sui problemi della sanità, la sede più adatta per il confronto era la casa comune, cioè la sede municipale, dove tutte le forze presenti nel Consiglio siedono con pari dignità. Gli incontri di cui si discute, invece, si dovevano tenere - e si sono tenuti - nella sede della Lega.
2) Non siamo così sprovveduti da farci coinvolgere in una operazione politicamente assurda, perchè concordare una posizione comune sulla sanità con le forze politiche che in regione hanno votato l'ultimo piano sociosanitario e la sperimentazione degli ospedali riuniti nella destra Tagliamento comporta necessariamente l'accettazione di un compromesso impossibile, stante l'enorme distanza che divide le reciproche posizioni.
3) L'iniziativa della Lega spilimberghese ci pare velleitaria e propagandistica: non ha l'autorevolezza per condizionare le scelte regionali e gli improbabili distinguo rispetto alle decisioni della Regione in materia di sanità, servono solo a irretire e blandire i nostri concittadini. Lo dimostra la perentoria affermazione del direttore generale dell'ASS n. 6, secondo il quale lo stato di sofferenza del nostro pronto soccorso è destinato a protrarsi a tempo indeterminato, perchè, fatto un calcolo meramente ragionieristico, "non appare realistica" la prospettiva di nuove assunzioni per sopperire alla grave mancanza di personale infermieristico. Lo conferma il fatto che il prossimo primo gennaio sarà avviata la sperimentazione degli ospedali riuniti: tutte le funzioni ospedaliere (quindi anche il presidio di Spilimbergo) saranno trasferite all'azienda Santa Maria degli Angeli di Pordenone. In pratica, gli ospedali della destra Tagliamento costituiranno un'azienda unica, con un unico centro decisionale e di spesa, con sede, ovviamente, a Pordenone.
Che cosa accadrà del nostro ospedale?
Il piano socio-sanitario regionale ne promette la sopravvivenza, almeno fino al 2012. Ma, una volta terminata la sperimentazione (la cui durata sembra ancora indefinita), l'ossessiva razionalizzazione delle risorse umane, strutturali ed economiche, l'egoismo istituzionale (per cui ogni amministrazione persegue il proprio interesse, non curandosi dei riflessi sistemici delle proprie decisioni), la marginalizzazione, nel processo decisionale, delle variabili affettive ed emotive di cui sono portatori i pazienti e i loro familiari, comporteranno certamente tagli e ridimensionamenti, magari tanto graduali da sembrare indolori. Noi siamo contrari a tutto questo.
Non ci pare che si possa riconoscere altrettanta fermezza nei nostri amministratori locali.
Documento ufficiale con foto
Comunicato 14/2010
A PROPOSITO DI AMBIENTE: FATTI E MISFATTI.
L'Associazione Controllo Qualità Urbanistico Ambientale (A.C.Q.U.A.) ha istituito il premio "Calice Blu" per gratificare quanti si impegnano nella salvaguardia dell'ambiente. Lo scorso 2 ottobre, si è svolta la cerimonia di consegna della prima edizione. Incredibilmente, il premio è stato attribuito all'amministrazione comunale di Spilimbergo per aver promosso la "Festa della terra e dell'ambiente", una manifestazione destinata ad "aumentare la consapevolezza dell'importanza della conservazione degli ambienti naturali e dell'utilizzo delle risorse energetiche rinnovabili". Sarà proprio per questa vocazione ambientalista che il nostro Sindaco, per consolarsi del taglio drastico dei trasferimenti statali e regionali, si rincuora perchè almeno puň contare "su entrate extra, legate alle cave, al termovalorizzatore e al fotovoltaico". Fotovoltaico?! Per ora è nella fase di progetto, sostenuto con singolare calore da un assessore che, dopo aver provocato il dubbio di un conflitto di interesse in molti cittadini passati tra gli stand della festa della terra, "si sta attivando per organizzare gruppi di acquisto in massa di pannelli solari". È compito di un assessore fare il promotore di acquisti? E ancora, sarà per convincere i cittadini spilimberghesi sull'importanza della conservazione degli ambienti naturali che l'amministrazione nell'ultimo consiglio comunale ha ratificato, modificando il piano regolatore, la decisione della Regione di ampliare le cave Vallata ed ex Rovina. C'è da augurarsi che il Sindaco, nelle cui dichiarazioni lamenta che i tagli cominciano a farsi sentire anche nel settore della manutenzione delle strade, con l'obolo delle cave possa almeno riparare i danni causati dal passaggio degli autocarri carichi di ghiaia. Sarà anche per "aumentare la consapevolezza dell'importanza della conservazione dell'ambiente naturale" che recentemente sono stati abbattuti tre maestosi bagolari di novant'anni in Via Udine, per far posto ai "tubi" di sostegno della segnaletica stradale e per allargare l'accesso della nuova autostazione, per di più in costruzione proprio sotto le finestre della scuola media e a ridosso della palestra e del cortile del centro scolastico. Un altro "passo concreto" di rispetto dell'ambiente è evidente se si pensa al termovalorizzatore. Nemmeno qui "la conservazione" riesce molto bene visto che già esiste un progetto, non osteggiato dall'amministrazione comunale, per raddoppiare l'impianto, costruendo una nuova linea per la termodistruzione di 30.000 tonnellate/anno di diverse tipologie di rifiuti: due forni e due camini che, ad opera ultimata, potranno bruciare 60.000 tonnellate l'anno di rifiuti speciali, come rifiuti ospedalieri, medicinali, vernici di scarto, imballaggi e indumenti contaminati da sostanze pericolose (trattamenti già autorizzati), a cui vanno aggiunti i rifiuti ex tossico-nocivi e quelli urbani non differenziati, per i quali Mistral FVG ha chiesto l'autorizzazione. Se la provenienza dei rifiuti seguirà l'attuale trend, delle 60.000 tonnellate di rifiuti pericolosi inceneribili, meno di un sesto sarà di provenienza regionale, il resto (50.000 tonnellate) dovrà essere importato (non si sa se tutto dall'Italia o anche dall'estero). Temiamo che il direttivo di A.C.Q.U.A. abbia avuto un appannamento, ci auguriamo momentaneo.Documento ufficiale con foto
Comunicato 13/2010
PARCHEGGI ROSA
Dal Messaggero Veneto del 14 settembre, abbiamo appreso la delusione dell'assessore alle politiche sociali per il flop dei parcheggi rosa. Nell'articolo si definisce "inspiegabile il numero davvero esiguo di richieste: solo due nell'arco di due anni e mezzo". L'assessore, a suo tempo, quando chiedeva alla precedente amministrazione di istituire i parcheggi rosa sosteneva che "la prolungata ricerca di un parcheggio e le relative attività connesse alle manovre di posteggio possono rappresentare un serio problema oltre che acuire risapute situazioni di stress psico-fisico". Siamo convinte che, casi particolari a parte, per la maggior parte delle donne la gravidanza e la maternità rappresentano momenti delicati ma che normalmente si affrontano con una gioia e un entusiasmo imparagonabili; e se a volte la ricerca del parcheggio o le relative manovre di guida possono costituire un imbarazzo per le donne incinte, definirle situazioni di stress psico-fisico ci sembra esagerato soprattutto tenuto conto che Spilimbergo non è una metropoli, ma una cittadina vivibile. Legislativamente la riserva di aree di sosta, in favore di precipui soggetti, nasce dal riconoscimento di una condizione de facto meritevole di tutela: una tutela nei confronti delle donne incinte ma anche nei confronti dei bambini piccolissimi. Le aree di sosta riservate dovrebbero e potrebbero di fatto essere utili per fronteggiare le strette esigenze di cura del bambino, che durante gli spostamenti in auto può avere la necessità di essere cambiato, allattato, dissetato o semplicemente consolato in caso di pianto. Tuttavia i parcheggi rosa non sono avallati dalla legge e non vengono contemplati nel codice della strada. È per questo che configurano null'altro che l'indicazione di un mero parcheggio di cortesia. Ma a Spilimbergo, dove si è vista questa indicazione? Non ci risulta che sia stata prevista una specifica segnaletica verticale per indicare l'area riservata, come è avvenuto in altri paesi e città italiane, dove spuntano segnali stradali con su scritto "Lascia un posto libero, c'è una mamma in attesa, questo posto è per lei" o con l'immagine della "cicogna", nè abbiamo mai visto sull'asfalto delle strade cittadine tracce di rosa. Non ci risulta che la polizia municipale, su mandato della Giunta, abbia individuato, segnalato e adeguatamente pubblicizzato aree di sosta, dove le mamme possono godere del privilegio di una tutela, in prossimità di luoghi abitualmente frequentati dalle mamme, come per esempio davanti al consultorio familiare, all'ospedale, ai giardini pubblici, agli uffici postali, alle scuole, agli studi ginecologici, ai pediatri ecc. L'insuccesso dell'iniziativa legittima in parte (cosa si poteva aspettare dalla semplice distribuzione di un pass?) lo stupore dell'assessore, ma legittima soprattutto la necessità di istituzionalizzare la commissione pari opportunità promessa solo a parole nel consiglio comunale dell'11 gennaio 2010; sono passati quasi 9 mesi, non è ora di "partorirla"?Documento ufficiale con foto
Comunicato 12/2010
REPLICA ALLA SEGRETARIA DELLA LEGA
"Chi va con lo zoppo impara a zoppicare". È facile prendere i vizi delle persone che si frequentano. Ma, perchè questa accada, è pregiudiziale una condizione: chi va con lo "zoppo", per acquisirne le cattive abitudini, deve avere una personalità debole, comunque scarsamente resistente al plagio. Pare proprio che la segretaria della locale sezione del Carroccio sia vittima di una tale contaminazione: a forza di respirare la densa nebbia mistificante che l'oligarchia neomonarchica al governo solleva quotidianamente, ha finito con l'assimilarne l'attitudine alla dissimulazione. Come spiegare altrimenti gli allusivi attacchi personali, la manipolazione strumentale delle nostre affermazioni e i subdoli fraintendimenti di cui è zeppa la sua breve replica al nostro comunicato sul destino dell'ospedale di Spilimbergo? La segretaria della Lega sostiene che noi ci auguriamo la fine del nostro ospedale. Quali parole le abbiano suscitato una tale illogica impressione non è dato sapere. È vero il contrario: noi abbiamo espresso rammarico per il triste destino che incombe sul nostro nosocomio. La segretaria della Lega, parificando la struttura con la funzione, sostiene che l'ospedale di Spilimbergo non chiuderà dimentica però di dire che in futuro, purtroppo imminente, il nostro ospedale, che solo poche settimane fa è stato accreditato come servizio di eccellenza dalla Joint Commission Internazionale, è destinato a diventare un centro di smistamento dei pazienti; un luogo di ricovero per medio e lungodegenti, magari con annesso "hospice" per i malati terminali; vi si praticheranno solo semplici interventi chirurgici ambulatoriali (day surgery). La segretaria della Lega ci accusa di aver suggerito al personale medico e paramedico del nostro ospedale di incominciare a cercare una ricollocazione professionale altrove. Noi ci siamo limitati a fotografare, a malincuore, la realtà. Infine la segretaria della Lega sostiene che "La salvaguardia dell'ospedale di Spilimbergo è stato uno dei cavalli di battaglia della Lega sin dagli anni 90". Ma, ci chiediamo, di quale Lega parla? Della lega che in regione ha sostenuto e votato il piano sanitario voluto dall'assessore Kosic? Fino a prova contraria la Lega, insieme con il PDL e l'UDC, vuole che dal primo gennaio 2011 l'ospedale di Spilimbergo venga assorbito da quello di Pordenone. Purtroppo.Documento ufficiale
Comunicato 11/2010
IL FRIULANO SECONDO NOI
Nell'ormai lontano 1999, ormai ben 11 anni or sono, la Repubblica italiana afferma che il friulano è una minoranza linguistica (legge 482). Se ne deduce che, in quanto tale, vada protetta, preservata e possibilmente tramandata.Anche a livello antropologico, bisogna considerare che la lingua è uno degli elementi che servono a un'etnia per definire la propria identità e a stabilire una differenza con l'alterità etnica circostante. Nel caso italiano, le differenze etniche interne sono clamorose, soprattutto a livello linguistico: basti immaginare un napoletano che tenta di comunicare con un bergamasco in dialetto.
Molti di noi considerano il dialetto (che nel caso italiano è definito come un sistema linguistico con le sue proprie strutture usato contemporaneamente all'italiano) come la lingua parlata dai nonni, i quali ci espongono a questa forma di bilinguismo semplicemente raccontandoci una fiaba o insegnandoci qualcosa. La differenza tra il friulano dei nonni e il nostro però è cruciale: la lingua non sta più al passo coi tempi. Oggi l'italiano stesso è invaso da prestiti e calchi di natura anglofona, e ovviamente sono intraducibili in friulano: "ouh, distuda il computer", "mi soi comprada un ipod", "o hai cjatât un mouse da tacà al gno notebook" (in quest'ultimo caso, pare impensabile tradurre mouse con "surisa" o "pantjane", per ovvi motivi).
Probabilmente è davvero cosa buona e giusta difendere una minoranza come questa, perchè la sua cultura non vada persa etc... ma bisognerebbe rendersi conto che è praticamente impossibile che col passare del tempo la cultura del passato aderisca completamente a quella del presente anche a livello linguistico. A questo punto resta da analizzare il ruolo di elementi come gli adesivi che si trovano appiccicati alle porte di alcuni negozi di paese con scritto "tirait" o "sburtait". Può questo essere considerato un tentativo di preservare la cultura friulana? O è solo un accorgimento folkloristico abbastanza patetico (di cui magari uno del posto nemmeno s'accorge, mentre invece il turista tedesco cerca di capire cosa voglia dire quella parola)?
È davvero questo ciò che indicava la legge del 1999?
Ovviamente no, infatti i corsi veri e propri di lingua e cultura friulana non mancano, e sono rivolti a un pubblico di tutte le età, si cerca di fare in modo che anche i più piccoli conoscano il passato della loro regione facendogli intuire che anche loro fanno parte di quel micromondo. E se è vero che il friulano si è sviluppato in una realtà contadina d'altri tempi (nelle grandi città friulane si imitava il veneziano perchè considerato più prestigioso), salta subito all'occhio il fatto che ora sia tutto molto diverso, soprattutto per quei bambini. Il problema è che loro, quando saranno grandi, conosceranno perfettamente la loro patria, anzi, qualcosa di ancora più piccolo, la loro regione d'origine, anche a livello linguistico, ma, probabilmente avranno dei seri problemi per quanto riguarda le lingue straniere, ad esempio l'inglese, che oggi non è trascurabile. I risultati si riscontrano poi quando all'università di lingue gli insegnanti anglofoni devono ripetere la lezione in italiano.
A questo punto è possibile riflettere e capire se tutto quest'intestardirsi sul friulano in generale, sia il risultato della degenerazione del significato della legge 482: questa doveva essere un messaggio di apertura mentale verso le differenze etniche interne e di protezione delle stesse, affiancate alla realtà del popolo italiano.
Invece, basandosi su ciò che si percepisce qua in Friuli, pare proprio il contrario: esaltare una microrealtà d'altri tempi, tralasciando il dettaglio che oggi le aree del mondo si contattano le une con le altre in modo molto veloce e non si può perdere tempo con i cartellini "entrait/sburtait".
DIRETTIVO NOI PER VOI
Documento ufficiale
Comunicato 10/2010
EUTANASIA DI UN OSPEDALE
Mentre all'orizzonte si profila una legge di riforma del Servizio Sanitario Regionale (bozza Dal Mas), che non rimette in discussione il destino dell'ospedale di Spilimbergo, piano piano si avvicina la data del 1 gennaio 2011, giorno in cui, per volontà della maggioranza del consiglio regionale composta da PDL, Lega Nord e UDC, in provincia di Pordenone si sperimenteranno gli "ospedali riuniti": tutti gli ospedali di rete della provincia e quindi anche Spilimbergo, dipenderanno dall'azienda ospedaliera S. Maria degli Angeli di Pordenone. Nonostante le rassicurazioni del PDL in un recente incontro cittadino con l'assessore regionale alla sanità ed i vertici dell'ospedale di Pordenone, i cittadini stanno iniziando a capire che:1) day-surgery significa la perdita a breve dei reparti di ortopedia e chirurgia; questi rimarranno in funzione solo per interventi minori;
2) specialità ambulatoriali come pneumologia, neurologia, endocrinologia, completamente assenti nel distretto nord, difficilmente verranno isituiti;
3) l'incremento della cardiologia rimarrà solo un'utopia;
4) i servizi territoriali sono e resteranno in sofferenza cronica;
5) del futuro del servizio di diabetologia nessuno ha mai parlato;
6) nonostante le promesse enunciate, ancora oggi e da quasi un anno, il mammografo è fuori servizio e per finire che la risonanza magnetica da queste parti non verrà mai attivata.
Tutte problematiche che alla vigilia delle ultime elezioni comunali erano state affrontate con i responsabili medici dei reparti del nostro nosocomio in un dibattito pubblico organizzato dal nostro Movimento Politico. Problematiche riscoperte recentemente, come per incanto, anche dalla Lega Nord, che, tramite il vicesegretario cittadino, sulla stampa locale, critica le decisioni assunte dalla Giunta regionale e si atteggia a paladino del nostro ospedale. La realtà è diversa: la Lega Nord siede al tavolo del governo regionale, oltre che comunale e provinciale; dunque ha approvato la sperimentazione degli ospedali riuniti e la normativa sulla sanità. Ed ecco il paradosso: la Lega prima vota il provvedimento e poi critica quello che ha appena deliberato. La Lega ha cambiato idea? Allora abbia il coraggio di togliere la fiducia in regione, in provincia e in comune, altrimenti osservi un più decoroso silenzio. Il direttivo di Noi per Voi ritiene che il sindaco e la maggioranza che lo sostiene abbiano svenduto l'ospedale, destinato a perdere importanti servizi per patologie acute proprio come è avvenuto nel tempo per l'ospedale di Maniago. Non stupisce che più di qualche professionista medico e paramedico abbia iniziato a "guardarsi intorno", valutando la possibilità di poter operare in altre strutture più complete e competitive. In altri termini sta iniziando il "si salvi chi può", che inevitabilmente a breve finirà con il coinvolgere anche i cittadini spilimberghesi che avranno la sfortuna di ammalarsi.
Documento ufficiale
Comunicato 9/2010
REPLICA AL SINDACO SUI LAVORI PUBBLICI
Tanto livore è incomprensibile. Nella risposta alle nostre segnalazioni, il sindaco dimostra la sua concezione illiberale della politica: secondo lui l'opposizione può solo e sempre tacere se non condivide le scelte e i comportamenti dell'amministrazione; e se fa sentire la sua voce, allora "solleva polemiche inutili e strumentali". Del resto, sembra ormai questo il vizio nazionale. Con le sue insolenti argomentazioni, comunque, il sindaco ha toccato un unico dettaglio (il danneggiamento della recinzione lungo via Mazzini), per altro trascurabile, perchè nessuno ha messo in dubbio che sarebbe stata riparata prima o poi (sarà un caso, ma la sostituzione della parte danneggiata è avvenuta tra venerdì sera e sabato mattina prestissimo), ma sulla qualità della recinzione e sul suo prevedibile rapido deterioramento, neanche una parola. Silenzio anche sugli altri danneggiamenti da noi evidenziati, come lo scivolo delle scale in via Duca d'Aosta - lì da quasi 100 anni e, anche se riparato, non tornerà uguale a prima - o la nuova pavimentazione in porfido in via Udine - che in un punto si è sollevata di alcuni centimetri - o... volendo l'elenco potrebbe continuare. Se il sindaco trovasse il tempo di visitare i cantieri dei suoi ostentati lavori pubblici, magari rinunciando a qualche viaggio all'estero, se ne renderebbe conto.Documento ufficiale
Comunicato 8/2010
"Fâ E DISFâ, AL è DUT UN LAVORâ ."
È solo un proverbio o è una scelta politico-economica per incentivare le imprese? I cittadini che transitano nei pressi del centro scolastico di via Duca d'Aosta probabilmente possono pensare che la saggezza popolare dei proverbi sia diventata la scelta politica-economica degli amministratori della città. Salta agli occhi, con grande amarezza, transitando in Via Duca d'Aosta la distruzione quasi totale, dopo i lavori di rifacimento dei marciapiedi, di uno scivolo delle scale di entrata delle scuole elementari e i danni subiti dagli altri tre. In Via Udine una parte della nuova pavimentazione in porfido si sta già sollevando dopo pochi mesi e senza ancora le gelate invernali. Come del resto risultano evidenti a chiunque si trovi a passeggiare in Via Mazzini le condizioni della recinzione nuova: già parzialmente danneggiata dai camion usati nei cantieri dei nuovi "Campi Elisi" di Spilimbergo e con la verniciatura saltata e scrostata, dopo solo pochi mesi di vita e nonostante sia parte integrante di un progetto costato ai cittadini ben 250.000 euro. L'attuale recinzione in lamiera piegata di spessore ridotto al punto che gli elementi sono enormemente flessibili, fa già rimpiangere la vecchia recinzione in ferro trafilato pieno che ha resistito fin dagli anni '50. A proposito, dov'è finita quella? L'esperienza e i doppi costi del rifacimento del Corso Roma pare non abbiano insegnato nulla. Resta l'amarezza dei cittadini che constatano che per abbellire una cosa, se ne disfa un'altra. Andando avanti così e con lavori in appalto e sub-appalto non adeguatamente sorvegliati, possiamo confermare ancora una volta che "Ci vantiamo di vivere in una delle città più belle del Friuli, non certo per ciò che stiamo costruendo e costruiremo, ma per quello che è stato fatto secoli fa da chi ci ha preceduto."Documento ufficiale
Comunicato 7/2010
LA REPLICA DELL'ASSESSORE NON CONVINCE
Come ormai noto a tutte le famiglie che, con la chiusura delle scuole, devono provvedere altrimenti alla custodia dei figli, da quest'anno il comune di Spilimbergo ha completamente esternalizzato i centri vacanza, lasciandone l'organizzazione alla società sportiva Arca e alla scuola materna di Tauriano. Il nostro movimento ha contestato tale scelta, che comporta maggiori oneri per le famiglie e, a quanto pare, nessun risparmio per il Comune. La replica dell'assessore competente non si è fatta attendere, ma, se l'obiettivo era quello di smentire i nostri dati, questo è stato mancato. L'assessore, infatti, non solo non smentisce, ma addirittura rafforza le nostre valutazioni quando, ignorando volutamente i costi del centro vacanza presso la Favorita, insiste nell'affermare che i prezzi del centro estivo a Tauriano non sono aumentati "quest'anno". Una verità che avevamo sottolineato proprio noi, ma l'assessore sorvola colpevolmente sull'aumento del 25% realizzato lo scorso anno. Ma dove l'assessore eccelle è nell'ingarbugliare i dati sul contributo alla scuola materna Divina Volontà. Egli afferma che il Comune contribuisce con 300 euro a bambino. Sappiamo che gli uomini del PDL, dal leader in giù, sono refrattari alle regole, ma arrivare a sovvertire perfino le regole della matematica è davvero incredibile. Invitiamo l'assessore a risolvere questo elementare problema, magari con l'ausilio di una calcolatrice. "Il comune, per l'organizzazione del centro estivo di Tauriano, elargisce un contributo di 30.000 euro. Se i bambini ammessi al centro sono al massimo 50, a quanto ammomta il contributo del comune per ciascun bambino"? Nella foga del discorso l'assessore fa un'altra osservazione stupefacente: la cessione ai privati dei centri vacanza sarebbe una scelta per alleggerire il servizio sociale da precipui compiti di legge. Una scelta grave ed inopportuna, che conferma la volontà di questa amministrazione di marginalizzare il servizio sociale, di mantenerlo nello "stato comatoso" in cui è stato indotto a versare. Un servizio che, invece, andrebbe esteso e rafforzato, visti i problemi che la grave crisi economica sta portando a galla e le crescenti situazioni di disagio che la complessità del vivere moderno produce. Comunque, se l'assessore è così convinto delle sue tesi, c'è da chiedersi perchè non le ha esposte in delibera e soprattutto perchè non le ha condivise con i cittadini-utenti, che improvvisamente si sono ritrovati senza un servizio ormai storico. Un servizio storico che, a detta sempre dell'assessore, fino allo scorso anno ha garantito "bilanci lusinghieri", grazie anche a cooperative - sempre scelte dal comune - che da anni insistono sul nostro territorio, che svolgono altri servizi per il comune e che hanno sempre fornito una valida e diversificata "offerta educativa".Documento ufficiale
Comunicato 6/2010
CENTRI VACANZA. IL COMUNE SE NE LAVA LE MANI
Il percorso di esternalizzazione è iniziato l'anno scorso. Con deliberazione n. 108 del 21 maggio 2009, la giunta comunale ha ceduto alla scuola materna di Tauriano il diritto di organizzare il centro estivo per i bambini di età da tre e sei anni. Il percorso di disimpegno si è completato il 18 maggio di quest'anno: con la deliberazione n. 92, la giunta ha stabilito che il comune rinuncia ad organizzare i centri vacanza anche per i bambini di età compresa tre sei e undici anni per non sovrapporsi alle attività offerte dalla società sportiva dilettantistica Arca, che già gestisce la piscina della Favorita. Di solito deve stare attento a non sovrapporsi chi arriva dopo. Se è questa la motivazione, essa è risibile. La giunta non ha spiegato i motivi di queste decisioni, che potremmo anche capire, se il disimpegno comportasse risparmi per il comune e vantaggi per le famiglie. Ma così non è. Le quote di iscrizione al centro vacanza della scuola materna di Tauriano (massimo 50 posti) non sono aumentate rispetto allo scorso anno (ancora 245 euro per il primo figlio, per la fascia oraria 9,00-17,00 e per 20 giorni), ma se si considera che il comune partecipa al progetto con una somma di 30.000 euro, l'esternalizzazione del servizio appare più un contributo straordinario alla scuola materna (la quale, intendiamoci, svolge una meritoria funzione sociale; ma esiste anche la scuola materna di Barbeano, per rimanere nel privato) che una partecipazione ai costi di gestione (845 euro pro capite, è quanto incredibilmente incasserebbe la scuola per ogni bambino iscritto). Non si capisce dov'è l'affare per il Comune. Presso l'Arca, un mese (venti giorni) di attivitè per il primo figlio e per la fascia oraria dalle 9,00 alle 17,00, viene a costare alle famiglie 325 euro, 33%in più dello scorso anno. Si dirà che il comune contribuisce per una quota di 50 euro, ma anche con il contributo (a cui può accedere a posteriori solo chi ha un reddito annuale Isee inferiore a 25.000 euro) l'aumento rispetto allo scorso anno è del 12%. Se all'aumento di quest'anno si aggiunge anche quello del 25% dello scorso anno, i costi dei centri estivi in due anni (sono due anni di questa nuova amministrazione) sono aumentati del 58% per i redditi Isee superiori a 25.000 euro e del 37% per i redditi Isee inferiori. In un periodo di crisi come quello attuale, si tratta di un'operazione di autentica macelleria sociale, come si dice oggi, nonostante gli insistiti proclami del sindaco ed dell'assessore, che si erano impegnati a non operare "tagli, aumenti tariffari o riduzione di servizi nei capitoli che riguardano le politiche sociali e l'infanzia" e ad "assicurare appieno tutte le funzionalità dei servizi di pubblica utilità". Felici di essere smentiti, ma pare plausibile prevedere un sensibile calo delle iscrizioni, con buona pace dei bambini, che avranno molto piů tempo per socializzare davanti alla televisione o alla playstation.Documento ufficiale
Comunicato 5/2010
REPLICA SUL COMMERCIO CITTADINO
Gli assessori comunali nelle loro dichiarazioni sulla stampa, in risposta ai comunicati del Movimento Politico "Noi per Voi", interloquiscono chiamando in causa sempre e solo il Presidente del nostro movimento. Cio', se da un lato puo' essere letto come un gesto di attenzione verso il nostro rappresentante in consiglio comunale, dall'altro puo' celare una sottovalutazione del movimento che il dott. Fede rappresenta. Come pubblicato nel sito del movimento (www.movimentonoipervoi.it), in occasione della prima assemblea il direttivo e' stato allargato; ora e' formato da otto persone, che rappresentano una base costituita, ad oggi, da cinquanta tesserati. Questo sta a significare che le problematiche che ci vengono segnalate, giungono da molte voci oltre che dal territorio. Anche le lamentele sullo stato del commercio spilimberghese rientrano tra le problematiche che i concittadini vedono e ci segnalano. Siamo convinti, come sostiene l'assessore competente che "i cittadini commercianti non abbiano fatto mancare il loro apporto e contributo rimboccandosi le maniche in un momento difficile cercando di valorizzare le loro imprese", ma cio' non significa che i risultati raggiunti siano soddisfacenti. "Le iniziative e gli eventi per il rilancio della citta' sono molti" - sostiene l'assessore, ma una citta' vive anche di quotidianita' e lo sviluppo commerciale puo' diventare di per se' un'attrattiva e un evento fondamentale. La storia di Spilimbergo ce lo insegna. Accusare poi il nostro rappresentante di non avere formulato proposte e' quanto meno patetico, visto che il programma della lista che lo sosteneva era certamente piu' dettagliato rispetto a quello degli attuali amministratori, che hanno basato lo sviluppo del centro storico quasi interamente sulla nuova pavimentazione e sull'arredo urbano. Certamente "nessuno ha la bacchetta magica", probabilmente neanche la precedente amministrazione, che nel 2006, con interpellanze e articoli sulla stampa, veniva accusata dai consiglieri di AN (gli amministratori di oggi) di non saper porre un argine alla "galoppante crisi del commercio cittadino", di concentrarsi solo su aspetti "marginali", di curare "il contenitore e non il contenuto". "Cio' che a gran voce i commercianti chiedono - sostenevano gli ex AN - e' la partecipazione dell'amministrazione ai loro problemi: un aiuto fattivo per mezzo di provvedimenti che li aiutino a risollevarsi, a tornare quelli che da sempre hanno fatto di Spilimbergo una citta' mercato fra le piu' rinomate del Friuli". A distanza di quattro anni, il grido dei commercianti e' purtroppo ancora lo stesso, ma meno corale, perche' nell'attesa di provvedimenti concreti - che l'amministrazione non ha saputo inventare - decine di negozi hanno chiuso definitivamente i battenti.Documento ufficiale
Comunicato 4/2010
COME RIVITALIZZARE IL COMMERCIO LOCALE
Nell'ultima seduta del consiglio comunale (11 gennaio), la maggioranza (PdL e Lega), per risollevare le sorti del commercio locale, ha deliberato di "investire" 20.000 euro in un incarico esterno di studio e consulenza per "l'analisi del territorio e la redazione di una programmazione commerciale complessiva che valorizzi i punti di forza del sistema produttivo" e ha assegnato ben 18 mesi di tempo per il compimento dello studio. Un'analoga ricerca era stata commissionata dalla precedente amministrazione, solo due anni prima della fine del mandato, affidata alla General Planning, e lasciata in eredita' alla nuova maggioranza; questa, a due mesi dal suo insediamento (giugno 2008), spacciando la ricerca come piano per un rilancio efficace del commercio locale, l'ha presentata al pubblico e discussa in un convegno intitolato "Citta' del mosaico ed attivita' produttive: linee strategiche e prospettive di crescita", tenutosi nel Palazzo di Sopra e replicato il giorno successivo presso la Casa dello Studente. Questi incontri pubblici promossi dalla nuova amministrazione comunale dovevano essere "un'occasione per rendere noti alla cittadinanza, ed in particolare ai gestori di esercizi pubblici, quali fossero le misure da intraprendere a favore di un rilancio del commercio e della riqualificazione del centro" e, secondo l'assessore competente, costituivano "occasioni utili per instaurare un continuo e duraturo rapporto tra gli operatori del settore e l'ente pubblico e per conoscere i bisogni degli esercenti, dando ascolto alle loro esigenze e valutando eventuali proposte". "Non e' possibile - dichiaro' l'assessore - che la Scuola di mosaico risulti uno dei luoghi piu' visitati della regione e le comitive non invadano Spilimbergo e i suoi locali. Occorre quindi creare un vero e proprio sistema che leghi commercio, artigianato, mosaico, turismo, eventi". A due anni da questo sterile annuncio, la sedicente decisionista amministrazione Francesconi, non sapendo che pesci prendere, con atteggiamento tipico da prima repubblica, ha deciso di lasciare ad altri (incaricato esterno) l'onere di suggerire, fra diciotto mesi, i rimedi per risollevare il commercio spilimberghese. Ma, ritornando a discutere della vocazione turistica della nostra citta', quali locali possono essere invasi dai turisti durante le gite domenicali o magari il lunedě di Pasqua? Dopo due anni di (mal) governo della citta' e dopo tante belle intenzioni, fermo restando i bisogni degli esercenti e le loro esigenze, resta il fatto che il commercio spilimberghese, viziato o rassegnato che sia, versa tuttora in uno stato comatoso e i turisti che "invadono" il centro storico la domenica o, ad esempio, il lunedi' di Pasqua, vengono rallegrati dalle saracinesche dei negozi abbassate, dai locali vuoti con il cartello "affittasi" e dalla quasi totalita' degli esercizi pubblici chiusi, ma con tanto di sedie e tavolini lasciati inservibili sulla pubblica via. Alla faccia della politica di incentivazione e defiscalizzazione! E pensare che molti di questi esercizi hanno acquisito la denominazione (e i connessi benefici) di "locale storico".Documento ufficiale
Comunicato 3/2010
AREA CAMPER
Il 14 settembre 2009 due consiglieri di maggioranza presentarono un'interpellanza al sindaco inerente il regolamento di gestione dell'area di sosta dei camper presso la Casa dello Studente. L’assessore Mongiat rispose sottolineando il basso costo sostenuto dal comune per la manutenzione dell'area a fronte dei benefici che la sosta di numerosi turisti porta alla città . Ma ai turisti, oltre all'acqua e all'energia elettrica, quale ospitalità si offre?Anche durante l'ultimo weekend l'area è stata occupata da cinque, sei camper; nella giornata di domenica tutto il parcheggio della casa dello studente è stato transennato e messo a disposizione delle auto che partecipavano all'Italian Baja.
Dunque, come pubblicizzato da alcuni giorni, gli organizzatori della corsa e l’amministrazione comunale avevano previsto che tutta l'area attigua alla Casa dello Studente fosse riservata all’accoglienza di molti appassionati, anche turisti. Nonostante ciò, nessuno ha pensato – almeno per l’occasione - di rimediare al triste degrado in cui versa la zona; una trascuratezza indegna di una città civile ed a vocazione turistica. Lo spettacolo che quell’area ha offerto e offre, non solo ai turisti ma anche ai concittadini e agli studenti che abitualmente frequentano la mensa comunale, è a dir poco indecoroso.
Da giorni nell'area camper, accanto ai cassonetti, fa “bella mostra” di sé una varia quantità di rifiuti: materassi accatastati, lucidatrici, ombrelloni e cassette per la derattizazione. Ma la cosa più grave, odiosa e pericolosa, è lo stato di incuria in cui da mesi versano i due raccoglitori di medicinali scaduti: oltre ad essere vecchi e quasi completamente arrugginiti, sono addirittura divelti e aperti, in modo che i farmaci scaduti possono essere prelevati da chiunque, anche dai tanti bambini-turisti e bambini autoctoni che giocano nella zona.
Viene da chiedersi che idea hanno i nostri amministratori della ospitalitĂ , in funzione turistica, e del decoro urbano, al quale hanno naturale diritto tutti i cittadini residenti.
Documento ufficiale
Comunicato 2/2010
PRIMA ASSEMBLEA
Allargato il direttivo, costituito il collegio dei probiviri e avviato il tesseramento 2010. Lo scorso 13 febbraio, in occasione del secondo anno dalla fondazione, si è tenuta la prima assemblea ordinaria del movimento politico indipendente Noi per Voi.Di fronte ai 34 iscritti, in rappresentanza dei 43 associati, il presidente uscente Elzio Fede, ha tracciato il primo bilancio politico del movimento. “In due anni il movimento è cresciuto; con le sole nostre forze ci siamo ritagliati un significativo ruolo pubblico e stiamo guadagnando popolarità e credibilità . Certo, in politica contano i voti; per questo il primo vero bilancio potremo farlo solo fra tre anni, ma se continueremo a lavorare con l’impegno onesto e disinteressato che abbiamo finora profuso, se sapremo evitare le suggestioni e le interferenze ideologiche con cui i troppi ex democristiani, ex missini, ex socialisti, ex comunisti ancora in attività impongono e legittimano il bipolarismo, se coltiveremo l’unico interesse degno della politica – il bene della nostra città – il consenso intorno a noi non potrà che continuare a crescere.
Due segnali, tra gli altri, consentono questa ottimistica previsione: il numero degli iscritti, che è andato aumentando di mese in mese per tutto il 2009, e la frequenza con cui i cittadini ci rappresentano i loro problemi. In questi primi due anni ci siamo preoccupati soprattutto di farci conoscere, di diffondere il nostro simbolo e il nostro motto; per il futuro, insieme a questa attività di promozione, dobbiamo impegnarci a dar voce ai cittadini: a quelli che non ci stanno ad immolare il proprio protagonismo civico sull’altare del malinteso e borioso decisionismo, a quelli che non si rassegnano all’idea di dover subire una città – quella in cui abitano e vivono – disegnata ed organizzata da una sorda e tracotante lobby di affaristi, a quelli che, per particolari situazioni personali e per la grave crisi economica in atto, versano in condizioni di disagio e di emarginazione”. Dopo la relazione del presidente si è aperto il dibattito, che ha fatto emergere una serie di piccole e grandi problematiche, di cui il movimento si farà carico, riguardanti il l’ambiente, il commercio, l’istruzione, la sanità . Sono seguite le operazioni di voto: all’unanimità è stato designato il collegio dei probiviri, quindi sono stati eletti i quattro iscritti che affiancheranno nel direttivo i quattro fondatori del movimento. Il direttivo, che ora consta, come da statuto, di otto membri – di cui cinque donne – ha riconferito al dott. Elzio Fede la funzione di presidente del movimento Noi per Voi.
Documento ufficiale
Comunicato 1/2010
ANGOSCIA E INDIGNAZIONE.
Angosciante la lettura della cronaca locale del Messaggero Veneto del 5 gennaio scorso: una madre, nostra concittadina da 13 anni, sola, due figli minorenni a cui provvedere, in fuga da un compagno violento, senza lavoro da un anno e mezzo, lo sfratto imminente, una lunga serie di porte chiuse, l’umiliazione di dover mettere in piazza i suoi problemi per avere ascolto e soccorso. E tutto ciò a ridosso delle feste natalizie, il periodo più crudele dell’anno per chi vive situazioni di emarginazione e di solitudine.Ma l’angoscia per una situazione esistenziale estrema che non ci riguardi personalmente, è solo un sentimento - una questione, in definitiva, soggettiva – che non affiora facilmente in una società distratta e superficiale come quella attuale.
L’indignazione, quella sì, è qualcosa che attecchisce più facilmente nell’anima contemporanea, perché nella questione di cui si discute entrano in gioco una lunga serie di diritti negati e violati e una sequela di comportamenti intempestivi o addirittura omissivi da parte di chi era tenuto a provvedere.
Perché, se la situazione è quella che risulta dall’articolo – non conosciamo la persona interessata - ci troviamo di fronte a reiterate e continuate violazione dei diritti sanciti dalla legge regionale 31 marzo 2006, n. 6: “Sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale”. Si sa che, quando viene alla luce una legge, simultaneamente si affermano determinati diritti e doveri, che fanno capo, gli uni e gli altri, a persone fisiche o giuridiche ben definite ed identificabili.
La suddetta legge è stata voluta dal legislatore regionale per “prevenire, ridurre e eliminare le condizioni di bisogno, di disagio e di esclusione individuali e familiari” (articolo 1, secondo comma), “mediante misure di contrasto della povertà e di sostegno al reddito” (articolo 6, primo comma), come, ad esempio, “l’erogazione di contributi economici straordinari in relazione a temporanee situazioni di emergenza individuale e familiare o la realizzazione di interventi continuativi limitatamente al permanere dello stato di bisogno (articolo 58, primo comma). L’adozione di queste e di altre misure suscettibili di prevenire ed evitare situazioni di disagio, di povertà e di emarginazione, lesive della dignità delle persone e del diritto costituzionale all’uguaglianza, è demandata dalla stessa legge ai comuni, che vi devono provvedere “mediante la presa in carico delle persone da parte del servizio sociale” (articolo 5, terzo comma).
Parafrasando una norma di diritto, secondo cui il non prevenire una situazione che si ha l’obbligo giuridico di evitare, equivale a causarla, per semplice analogia, pare possibile affermare che l’incresciosa situazione in cui si è venuta a trovare questa madre di famiglia poteva e doveva essere prevenuta ed evitata. E chi, per legge, aveva l’obbligo giuridico di evitarla e non lo ha fatto, deve ritenersi, almeno moralmente, responsabile. E speriamo che ci venga risparmiata l’accusa di strumentalizzare politicamente una questione personale, perché la violazione o il mancato riconoscimento di diritti soggettivi non è mai una questione privata e il non stigmatizzare situazioni del genere vuol dire scegliere di vivere in un comodo, ma colpevole e moralmente insostenibile, silenzio.