Centro Culturale Islamico

INTERPELLANZa Al SINDACO E ALLA GIUNTA


Interpellanza urgente al sindaco dott. Renzo FRANCESCONI e richiesta di risposta scritta nei tempi previsti dal regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale.


Il sottoscritto Elzio Fede, consigliere comunale del movimento politico indipendente “Noi Per Voi”, interpella il sig. Sindaco e la Giunta sulla questione del “Centro Culturale Islamico di via XX settembre, n. 60”.

PREMESSA


    Risale all’altro ieri, 23 marzo, la notizia che il ministro Maroni ha firmato l’ordine di espulsione di due cittadini di religione musulmana, sospettati, secondo la DIGOS di Pordenone, di proselitismo a favore Al Qaeda.
    E’ di ieri, 24 marzo, l’allarmante conferma della pericolosità dei due cittadini espulsi – uno dei quali certamente appartenente alla corrente islamista salafita - che avrebbero progettato – o ideato – un nuovo Vajont, ripromettendosi di far saltare la diga di Redona.
    I salatiti, che si rifanno alla lettera del Corano e alle esperienze personali del Profeta, ritengono che l’occidente e la civiltà occidentale in genere siano da combattere perché incompatibili con l’islam autentico.

    Notizie di stampa di qualche settimana fa, commentando ulteriori giri di vite contro gli immigrati da parte di qualche sindaco della nostra provincia, hanno riportato in auge un argomento di cui, periodicamente, si parla profusamente: i centri culturali o i luoghi di culto islamici.
    In uno di questi articoli, la città di Spilimbergo veniva citata come uno dei tre centri culturali di riferimento per i musulmani della provincia di Pordenone.
    Il sig. Sindaco ha smentito (Messaggero Veneto del 4 febbraio) questa notizia sostenendo che a “Spilimbergo non esiste un centro culturale islamico, ma solo un’associazione culturale islamica”.   
    L’associazione ha sede in via XX settembre, n. 60.

    Che la sede dell’associazione sia un centro culturale e addirittura un luogo di culto a tutti gli effetti, lo dimostrerebbero non solo i fatti (le frequentazioni, gli orari di apertura, l’andirivieni del venerdì), ma anche le cronache, a far data dal lontano 8 febbraio 2008, vigilia delle elezioni amministrative.
    Infatti:
    -gli stessi promotori dichiararono che si accingevano ad inaugurare un centro necessario per “…agevolare l’adempimento del dovere della conoscenza del messaggio islamico e facilitare la pratica degli articoli di fede per ogni musulmano”;
    -il dott. Soresi, sindaco di allora, alla vigilia delle elezioni, attivandosi per ritardare l’apertura della sede dell’associazione, implicitamente ammise che si trattava di un centro culturale: “Non mi pare che un negozio senza servizi igienici e con 50 metri quadri di superficie possa ospitare un centro culturale. Stiamo facendo tutti i controlli”. In effetti furono prescritti alcuni adeguamenti (infissi, servizi): nell’imminenza delle elezioni, bisognava quantomeno rinviare l’inaugurazione del centro culturale, perché la Lega Nord minacciava una manifestazione, mai tenuta per… non dover manifestare contro se stessa.
    -il segretario provinciale del Carroccio negli stessi giorni disse: “Quello che aprirà è sicuramente un centro di attività culturali. Ma è altrettanto vero che presto diventerà un luogo di culto e di conseguenza, secondo quanto già sperimentato altrove, un punto di partenza per la propaganda non solo religiosa, ma anche politica. E questo noi non lo vogliamo”.

Subito dopo le elezioni, sindaco Renzo Francesconi, il centro culturale iniziò l’attività, che tuttora continua.
 

 

CONSIDERATO

che gli articoli 18 e 19 della Costituzione Italiana riconoscono la libertà di associazione e la libertà di culto;

CONSIDERATO

 che la legge 24 giugno 1929, n.1159, che io sappia, mai abrogata, impone che i luoghi di culto possano sorgere solo su aree conformi alla disciplina urbanistica ed abbiano particolari requisiti igienico sanitari;

CONSIDERATO

che in via XX settembre, n. 60, è attivo un centro culturale islamico che, presumibilmente, funge anche da luogo di culto

SI CHIEDE AL SINDACO ED ALLA GIUNTA:


1) Se sono al corrente del fatto che in via XX settembre, n. 60, è attivo un centro culturale islamico, il quale fungerebbe anche da luogo di culto;

2) Se, quando e da chi è stata autorizzata l’attività;

3) Se, a seguito degli adeguamenti edilizi ed igienico sanitari imposti, è stato richiesto ed autorizzato il cambio della destinazione d’uso dei locali, già laboratorio per la riparazione di elettrodomestici;

4) Se sono stati verificati i requisiti di legge (n.1159 del 24 giugno 1929), secondo cui i luoghi di culto possono sorgere solo su aree conformi alla disciplina urbanistica;

5) Se sono al corrente del fatto che il centro culturale di via XX settembre 60 fa riferimento ad un Imam (colui che guida la preghiera nella moschea) e se questo Imam è noto alle autorità;

6) Se è noto l’orientamento ideologico-religioso di tale Imam (islamico moderato come l’Imam di Pordenone o islamista salafita – notoriamente antioccidentale - come l’Imam di Udine (Cfr. Messaggero Veneto del 23 marzo 2009);

7) Se risulta che nel centro culturale islamico di via XX settembre abbiano predicato o predichino Imam salafiti;

8) Se, quali e quanto rassicuranti garanzie hanno offerto i rappresentanti legali dell’associazione per guadagnarsi il silenzio e l’acquiescenza del Sindaco e della Lega Nord, che, specie quest’ultima, prima delle elezioni, avevano ostentato assoluta contrarietà all’apertura del centro culturale;

9) Quali provvedimenti verranno adottati per ricondurre entro confini leciti le eventuali attività improprie che potrebbero svolgersi nel centro culturale islamico di via XX settembre n. 60.


Spilimbergo, 25 Marzo 2009
Il consigliere comunale
Lista “Noi per Voi”
Elzio Fede




Risposta Del Sindaco


Egregio Signor Consigliere
FEDE DOTT. ELZIO
Via Cavour, 47
33097 SPILIMBERGO
Data 27/04/09
Prot. 7177

Oggetto: Interpellanza a risposta scritta del 25 marzo 2009.

Preg.mo Consigliere Fede, in relazione all'interpellanza pervenutami in data 25 marzo 2009 ed ai quesiti posti, Le rispondo come segue: 1) In via XX Settembre, 60 non esiste alcun "centro culturale islamico", ma vi ha sede l'Associazione denominata "Centro Culturale Assalama";

2) Di fatto le attività dell'associazione hanno avuto inizio nel mese di aprile dello scorso anno (2008) nei locali che sono stati adeguati, in rispetto al piano urbanistico, alla destinazione d'uso compatibile alla sede di associazione culturale;

3) Ci risulta che le mansioni di Imam vengano svolte alternativamente dal Presidente dell'Associazione Assalama, ZAMPOU ALIDOU oltre che da LAHBOUB ABDELAAZIZ, da ER ROUGHA ABDEMBI e da GOURM BOUKARE;

4) Tali Imam ad oggi, hanno sempre sostenuto una linea moderata volta ad evitare problematiche con la popolazione locale che, sostanzialmente, non pare aver mai manifestato veri e propri sintomi di intolleranza;

5) Dalle informazioni assunte, non si evidenzia alcuna problematica in merito a quanto evidenziato;

6) In relazione a quanto da Lei affermato al punto 8 della sua interrogazione, riportato anche dalla stampa locale, La informo che appena insediato nella carica di Sindaco, ho incontrato i rappresentati del sodalizio, i quali sono stati rassicurati circa la possibilità di utilizzare i locali del centro per le attività associative- ed invitati a porre in essere ogni accorgimento volto ad evitare il verificarsi di disagi o lagnanze da parte della popolazione residente. Allo stesso tempo, ho rammentato loro la possibilità di una chiusura delle attività, qualora venissero segnalate attività che non fossero aderenti ai dettati statutari. Pertanto, non esistono "accordi" o "promesse" come infondatamente da Lei affermato;

7) Periodicamente incontro i vari responsabili dell'Associazione per verificare le varie problematiche e ricordare il rispetto delle buone regole di civica convivenza. Personalmente mi sono già reso disponibile ad incontrare le varie persone che frequentano l'associazione. A tal proposito, sto attendendo un loro programma di incontri e di argomenti da trattare;

8) Se all'interno dei locali di Via XX Settembre, 60 si dovessero svolgere attività improprie, sarà cura dell'Autorità Giudiziaria agire di conseguenza, anche su mia stessa segnalazione, una volta venuto a conoscenza di tali attività. Comunque, per quanto mi riguarda, non consta siano mai stati segnalati problemi di Ordine Pubblico derivanti dalle attività dell'Associazione di cui sopra o dei suoi frequentatori. Come Lei ben cita tra le sue premesse, l'attività associativa è un diritto costituzionalmente sancito e come tale va garantito nelle forme e nei modi indicati dalla legislazione vigente, cosa che questa Amministrazione sta facendo indistintamente dal credo religioso, dal colore della pelle o dalle lingua parlata senza seguire derive demagogiche, ma semplicemente facendo rispettare a tutti le normali regole di civica convivenza. =

Distinti saluti.
IL SINDACO
Dott. Renzo Francesconi



Risposta Del Movimento

Il Sindaco ha risposto all’interpellanza presentata dal consigliere di “Noi per Voi” sulla questione del centro culturale islamico di Spilimbergo.

SI CHIEDE AL SINDACO ED ALLA GIUNTA:

1) Domanda: Se sono al corrente del fatto che in via XX settembre, n. 60, è attivo un centro culturale islamico, il quale fungerebbe anche da luogo di culto.

Risposta: “In via XX Settembre, 60 non esiste alcun "centro culturale islamico", ma vi ha sede l'Associazione denominata "Centro Culturale Assalama";

Commento: si gioca sulle parole. E’ vero che in via XX settembre 60 c’è la sede della suddetta associazione, ma gli insoliti e particolari orari di apertura (ogni giorno alle ore 5,00 - 13,25 – 17,05 – 20,20 – 21,30) e le frequentazioni (dalle 30 alle 50 persone, che con la crisi economica sono aumentate ad ogni incontro) inducono a ritenere che le attività che si svolgono nei locali non siano di natura esclusivamente culturale.

2) Domanda: Se, quando e da chi è stata autorizzata l’attività.

Risposta: “Di fatto le attività dell'associazione hanno avuto inizio nel mese di aprile dello scorso anno (2008)”;

Commento: l’attività non ha avuto un avvio spontaneo, essa è stata autorizzata personalmente dal sig. Sindaco, come si evince anche dalla risposta alla domanda n. 8.

3) Domanda: A seguito degli adeguamenti edilizi ed igienico sanitari imposti, è stato richiesto ed autorizzato il cambio della destinazione d’uso dei locali, già laboratorio per la riparazione di elettrodomestici.. Risposta: “I locali sono stati adeguati, in rispetto al piano urbanistico, alla destinazione d'uso compatibile alla sede di associazione culturale”;

Commento: si deduce che i locali di via XX settembre n. 60, nonostante l’uso notorio che se ne fa, non sono idonei come luogo di culto.

4) Domanda: Se sono stati verificati i requisiti di legge (n.1159 del 24 giugno 1929), secondo cui i luoghi di culto possono sorgere solo su aree conformi alla disciplina urbanistica..

Risposta: (vedi sopra)

Commento: non essendo ritenuto luogo di culto, non sono stati verificati i requisiti di legge.

5) Domanda: Se sono al corrente del fatto che il centro culturale di via XX settembre 60 fa riferimento ad un Imam (colui che guida la preghiera nella moschea) e se questo Imam è noto alle autorità..

Risposta: “Ci risulta che le mansioni di Imam vengano svolte alternativamente dal Presidente dell'Associazione Assalama, ZAMPOU ALIDOU oltre che da LAHBOUB ABDELAAZIZ, da ER ROUGHA ABDEMBI e da GOURM BOUKARE”;

Commento: si ammette indirettamente che la sede dell’associazione è un luogo di culto: l’imam – che nel nostro caso sarebbero addirittura quattro – è, per definizione, un fedele islamico che dirige la preghiera e commenta i sacri testi del Corano. Da questa indiretta e parziale ammissione si deduce che il sindaco o non è adeguatamente informato o nasconde parte della verità: mi risulta che le persone elencate (i nomi, per altro, non sono correttamente scritti) sostituiscono il vero unico imam (B. B.) in caso di impedimento.

Domanda: Se è noto l’orientamento ideologico-religioso di tale Imam (islamico moderato come l’Imam di Pordenone o islamista salafita – notoriamente antioccidentale - come l’Imam di Udine (Cfr. Messaggero Veneto del 23 marzo 2009)..

Risposta: “Tali Imam ad oggi, hanno sempre sostenuto una linea moderata volta ad evitare problematiche con la popolazione locale che, sostanzialmente, non pare aver mai manifestato veri e propri sintomi di intolleranza”;

Commento: la domanda tendeva a verificare la moderazione politico-ideologica dell’imam e non i rapporti con i residenti della zona. E’ evidente che, ignorando, il Sindaco, chi è l’imam di Spilimbergo, non può conoscerne l’orientamento politico-ideologico. Il Sindaco, inoltre, ha omesso di informarci se e quando i responsabili dell’associazione hanno firmato la “Carta dei Valori della cittadinanza e dell’integrazione” voluta dal Ministro Amato con Decreto del Ministero dell'Interno 23 Aprile 2007. Tuttavia, se proprio dobbiamo parlare dei rapporti con i vicini, affermare – estremizzando come ha fatto il Sindaco - che non si sono “manifestati veri e propri sintomi di intolleranza”, lascia intendere che ci sono state - e continuano ad esserci manifestazioni di insofferenza o semplici lagnanze per il disturbo che l’attività arreca. In effetti, mi risulta che il Sindaco, non più di due settimane fa, avrebbe ricevuto vibrate proteste da parte dei vicini, tanto da convocare, come responsabile dell’associazione, non già il presidente, come sembrerebbe normale, ma un sostituto-imam.

6) Domanda: Se risulta che nel centro culturale islamico di via XX settembre abbiano predicato o predichino Imam salatiti..

Risposta: “Dalle informazioni assunte, non si evidenzia alcuna problematica in merito a quanto evidenziato”.

Commento: risposta evasiva e sbrigativamente tranquillizzante.

7) Domanda: Se, quali e quanto rassicuranti garanzie hanno offerto i rappresentanti dell’associazione per guadagnarsi il silenzio e l’acquiescenza del Sindaco e della Lega Nord, che, specie quest’ultima, prima delle elezioni, avevano ostentato assoluta contrarietà all’apertura del centro culturale.

Risposta: “In relazione a quanto da Lei affermato al punto 8 della sua interrogazione, riportato anche dalla stampa locale, La informo che appena insediato nella carica di Sindaco, ho incontrato i rappresentati del sodalizio, i quali sono stati rassicurati circa la possibilità di utilizzare i locali del centro per le attività associative ed invitati a porre in essere ogni accorgimento volto ad evitare il verificarsi di disagi o lagnanze da parte della popolazione residente. Allo stesso tempo, ho rammentato loro la possibilità di una chiusura delle attività, qualora venissero segnalate attività che non fossero aderenti ai dettati statutari. Pertanto, non esistono "accordi" o "promesse" come infondatamente da Lei affermato. Periodicamente incontro i vari responsabili dell'Associazione per verificare le varie problematiche e ricordare il rispetto delle buone regole di civica convivenza. Personalmente mi sono già reso disponibile ad incontrare le varie persone che frequentano l'associazione. A tal proposito, sto attendendo un loro programma di incontri e di argomenti da trattare”;

Commento: nella domanda non si chiedeva conto di accordi o di promesse, ma di rassicurazioni; e della natura di queste rassicurazioni, suscettibili, come è accaduto, di placare lo sdegno della Lega Nord, che, dopo le elezioni, non ha più fiatato sulla questione, nonostante l’iniziale assoluta contrarietà all’apertura della sede di via XX settembre.

8) Domanda: Quali provvedimenti verranno adottati per ricondurre entro confini leciti le eventuali attività improprie che potrebbero svolgersi nel centro culturale.

Risposta: “Se all'interno dei locali di Via XX Settembre 60 si dovessero svolgere attività improprie, sarà cura dell'Autorità Giudiziaria agire di conseguenza, anche su mia stessa segnalazione, una volta venuto a conoscenza di tali attività. Comunque, per quanto mi riguarda, non consta siano mai stati segnalati problemi di Ordine Pubblico derivanti dalle attività dell'Associazione di cui sopra o dei suoi frequentatori”.

Commento: la domanda non alludeva a mere questioni di ordine pubblico, ma all’attività non autorizzata di luogo di culto; tale attività, però, per il sindaco non esiste, quindi, presumo, non farà nulla per limitarla o regolarla.

Conclusione.
Le risposte sono evasive, sbrigative, parziali. Il Sindaco ha cercato di negare l’evidenza: i locali di via XX settembre 60 non sono solo la sede di un’associazione culturale, ma anche un luogo di culto non autorizzato.